Il piano in sintesi
Prima rilevate quali strumenti di IA sono già in uso in azienda e con quali dati. Poi regolate l'utilizzo in una o due pagine, soprattutto per i dati dei clienti e personali. Successivamente testate un progetto pilota misurabile invece di dieci esperimenti contemporaneamente. Chi utilizza l'IA nello spazio UE deve inoltre garantire la competenza in materia di IA dei collaboratori.
Passo 1 · Analisi della situazione (settimana 1-2)
Chiedete al team, senza tono di rimprovero. Spesso si utilizza più di quanto la direzione supponga: chatbot nel browser, traduttori, trascrizione nelle videoconferenze, funzioni di IA nei software Office o CRM. In una falegnameria di Sursee, forse la responsabile di progetto riformula le offerte con ChatGPT, mentre l'apprendista traduce i suoi rapporti con DeepL.
Annotate per ogni strumento:
- nome e fornitore, account gratuito o aziendale
- a cosa serve e da chi viene utilizzato
- quali dati vengono inseriti (pubblici, interni, dati personali, dati personali degni di particolare protezione, segreti aziendali)
- dove il fornitore elabora i dati e se li utilizza per l'addestramento
- se i risultati vengono inviati ai clienti o influenzano decisioni su persone
Consiglio: Basta una tabella. Vi servirà in seguito anche come base per il registro delle attività di trattamento secondo la LPD e per la classificazione secondo il regolamento UE sull'IA.
Passo 2 · Definire le regole (settimana 2-4)
Una direttiva sull'IA può essere breve, purché tutti la comprendano. Dovrebbe rispondere almeno a cinque domande:
- Quali strumenti sono autorizzati e con quale account? (account aziendale invece della versione gratuita privata, vedi ChatGPT, Copilot e simili in azienda)
- Quali dati possono essere inseriti? Come regola generale: nessun dato personale, nessun dato degno di particolare protezione e nessun segreto professionale o aziendale in strumenti senza contratto verificato.
- Chi verifica i risultati? Una persona controlla i risultati dell'IA prima del loro utilizzo, soprattutto numeri, affermazioni giuridiche e fonti.
- Quando i clienti devono essere informati sull'uso dell'IA, ad esempio in caso di chatbot?
- Chi autorizza nuovi strumenti e chi è il referente?
Passo 3 · Scegliere un progetto pilota (settimana 4-8)
I buoni progetti pilota riguardano attività ricorrenti, noiose e facilmente verificabili: preparare offerte, smistare e-mail, riassumere verbali, rendere accessibili le conoscenze contenute nei manuali. Ciò che avviene raramente, è delicato o difficile da misurare non è adatto come progetto pilota.
Misurate prima il tempo attuale (minuti per caso, casi alla settimana) e definite come riconoscere il successo. Il tempo di correzione ne fa parte. Testate con casi reali ma non critici o con dati anonimi. Dopo 4-6 settimane decidete: estendere, adattare o interrompere.
Il nostro controllo pratico aiuta a trovare un punto di partenza adeguato. Esempi per settore sono disponibili in Esempi di IA per le PMI.
Passo 4 · Formare (in continuo)
Dal 2 febbraio 2025, il regolamento UE sull'IA (art. 4) richiede che fornitori e utilizzatori di sistemi di IA adottino misure per promuovere le competenze in materia di IA del proprio personale. Non prevede un certificato o un numero minimo di ore. Le aziende svizzere sono interessate se utilizzano l'IA nello spazio UE o se i risultati dell'IA vengono impiegati lì. La formazione è comunque utile anche senza questo obbligo, poiché la maggior parte degli errori deriva da aspettative errate.
- Nozioni di base: cosa può fare l'IA, dove "allucina", come formulare buoni incarichi
- Protezione dei dati e riservatezza nella routine lavorativa
- Specifico per ruolo: vendite, amministrazione, tecnica, direzione
- Documentate chi è stato formato e quando
Passo 5 · Controllare e aggiornare (trimestralmente)
Gli strumenti di IA cambiano rapidamente: funzioni, prezzi, condizioni contrattuali, luoghi di archiviazione. Pianificate un breve controllo ogni trimestre. La lista è aggiornata? Ci sono stati incidenti? Il progetto pilota funziona? La situazione giuridica è cambiata? Con il KI-Briefing rimanete aggiornati.
Se l'IA svolge un ruolo importante nella vostra azienda, può essere opportuno un sistema di gestione formale secondo ISO/IEC 42001.
E i piani d'azione degli Stati?
Con "piano d'azione IA" si intendono anche le strategie di Stati e unioni di Stati. Queste determinano quali infrastrutture, incentivi e regole vengono sviluppati, influenzando così anche le PMI svizzere.
| Piano | Nucleo | Rilevanza per le PMI svizzere |
|---|---|---|
| UE: AI Continent Action Plan (aprile 2025) | Cinque pilastri: capacità di calcolo ("AI Factories" e "Gigafactories"), dati, competenze, applicazione nell'economia e nella pubblica amministrazione, regole semplificate. Completato dalla "Apply AI Strategy" (ottobre 2025). | Maggiori offerte europee di IA e data center. Le regole semplificate si manifestano ad esempio nell'Omnibus digitale sul regolamento IA. |
| USA: America’s AI Action Plan (luglio 2025) | Circa 90 misure in tre pilastri: accelerare l'innovazione, sviluppare l'infrastruttura, diplomazia internazionale sull'IA. Fortemente orientato alla deregolamentazione. | I principali fornitori di IA hanno sede negli USA. Le loro regole e politiche di esportazione influenzano prezzi, disponibilità e accesso ai dati. |
| Svizzera | Nessuna strategia nazionale autonoma sull'IA. L'IA fa parte della "Strategia Svizzera digitale", l'amministrazione federale ha una propria strategia sull'IA. La regolamentazione avviene tramite la Convenzione sull'IA del Consiglio d'Europa e adeguamenti puntuali delle leggi. | Per le aziende valgono soprattutto le leggi esistenti, vedi Regole sull'IA in Svizzera. |
Fonti
Questa pagina offre una panoramica e non sostituisce una consulenza personalizzata. Leggi e scadenze cambiano; fanno fede i testi ufficiali collegati.